martedì 22 aprile 2014

Firenze mordi e fuggi

Questo post rientra nel capitolo "Le sorprese di Maritoinformatico" di cui già avevo avuto modo di parlare e che ad esser sinceri non ho neanche raccontato tutte, ma vedremo di rimediare.
Comunque, tornando a noi, questa volta la sorpresa è tutta made in Italy o forse sarebbe meglio dire made in Italo. Sì, perché questa volta messi da parte auto e aereo, Maritoinformatico ci ha fatto provare l'ebbrezza dell'alta velocità.



Così in meno di tre ore ci siamo trovati da una Milano grigia e ancora addormentata


a una Firenze sorprendentemente non piovosa e già brulicante di turisti.


Su Firenze che dire? Sempre la solita meraviglia, con l'imbarazzo della scelta


e il cuore che batte per così tanta bellezza a portata di mano.
Per me e Maritoinformatico, che già c'eravamo stati altre vo lte e da fidanzati ce la siamo girata in lungo e in largo, questa volta non ci sono state la curiosità e la frenesia di scoprire un luogo mai visto, ma è stato altrettanto bello ed elettrizzante accompagnare Ranaprima e Rosposecondo alla scoperta di questo scrigno di tesori a cielo aperto e vederli con il naso all'insù e gli occhi pieni di stupore.


Le tappe sono state quelle classiche, anche se fermarsi solo un giorno a Firenze è un po' come andare in una pasticceria quando si è a dieta.

Siamo saliti su, quasi fino al cielo, sulla maestosa cupola del Brunelleschi,







finendo per un attimo anche dentro l'affresco del Vasari,



per poi scendere giù, sotto il Duomo, a visitare gli scavi dell'antica chiesa di Santa Reparata.


Ci siamo dedicati al Battistero, ascoltando le storie che raccontano i suoi bei portali 


e la sua risplendente volta, che ci ha lasciato ancora una volta senza fiato.


Abbiamo incontrato sul nostro cammino interessanti personaggi con altrettante storie da raccontare.




All'ora di pranzo abbiamo compiuto il nostro consueto e impegnativo "pellegrinaggio" e aggiunto una spilletta alla già ricca collezione di Maritoinformatico.



E temo che la "malattia" stia contagiando anche la prole



Invece della pennichella che il pranzo così "leggero" avrebbe meritato, siamo subito ripartiti per il nostro tour "one day only", che una foto con lo sfondo di Ponte Vecchio non la si nega a nessuno.



Una visita veloce a Santa Croce e ai grandi che lì riposano,





per presentarci poi puntualissimi all'appuntamento con il capolavoro indiscusso della scultura rinascimentale.

S'è fatto tardi, una visita veloce alla chiesa di Santa Maria Novella con inevitabile citazione canora nazionalpopolare eseguita in coro dalla Sottoscritta e da Maritoinformatico davanti a due facce di minori inorriditi e poi il nostro viaggio ad alta velocità si conclude così come era iniziato,



tranne che per il fatto che io e Ranaprima abbiamo passato tutto il viaggio di ritorno a riflettere e meditare sulla bella giornata appena trascorsa!