lunedì 11 novembre 2013

Ancora Barcellona: peccati di gola e indicazioni pratiche

Un viaggio non può dirsi tale se non si sperimentano la cucina e i piatti tipici locali e, sotto questo punto di vista, bisogna ammetterlo, la Spagna ci ha sempre dato grandi soddisfazioni.
Io e Maritoinformatico potremmo ancora snocciolare a memoria, portata per portata, tutte le tapas che abbiamo assaggiato - ormai dodici anni fa - durante il nostro viaggio di nozze in Andalusia e chiudendo gli occhi ancora ci sembra di vedere la meravigliosa distesa di ottimi prosciutti del Museo del Jamon di Madrid, durante l'ultimo viaggio prima dell'arrivo di Ranaprima.
E anche Barcellona non ci ha deluso e in quattro giorni ci siamo potuti davvero deliziare.
Partiamo dalle tapas, un modo sfiziosissimo per pranzare senza appesantirsi troppo.
Le abbiamo mangiate al Mercato di Santa Caterina, il secondo mercato di Barcellona dopo la Boqueria, accompagnate da un'ottima sangria,



e alla Cervecería Ciudad Condal sulla Rambla de Catalunya, un locale all'apparenza turistico, ma in realtà frequentato principalmente da locali.



E dopo le tapas una bella crema catalana per chiudere in dolcezza.


Ma Barcellona non è solo tapas e alla sera ci siamo concessi qualcosa di più sostanzioso, come per esempio una bella paella e fritto di mare al Chiringuito-las-sardinitas, proprio sul lungomare,



e una super abbuffata di pesce alla Paradeta, vicino alla Sagrada Familia. 
Questo locale merita due parole di commento. Si tratta di una vera e propria pescheria, solo che invece di portare a casa il pesce, dopo averlo scelto, ci si accorda per il tipo di cottura (fritto o alla griglia) e ci si accomoda al tavolo in attesa che il proprio numero venga chiamato.


Noi abbiamo scelto: granchio in salsa rosa


calamari e totani fritti e tonno alla griglia, una vera e propria scorpacciata ad un prezzo onestissimo.


E poi ci sono le tradizioni familiari e per la serie "Paese che vai, Hard rock che trovi" anche a Barcellona ci abbiamo fatto tappa per ben due volte.


Anche le nostre colazioni non sono state proprio spagnole, ma la gola non conosce confini e a parte la  doverosa eccezione con Juanito, abbiamo sempre iniziato la giornata al Dunkin' Donuts e ci è anche un po' spiaciuto, in quattro giorni, di non riuscire a provarli tutti.


E veniamo adesso al nostro hotel. 
Eccolo è proprio quello indicato dalla freccia, appena dietro alla gigantesca torre Agbar.


Si tratta del Novotel Barcellona City. Abbiamo prenotato una camera familiare direttamente dal sito della famosa catena di hotel, dopo aver fatto un'ampia indagine di mercato sul nostro amato Booking.com. Seppur apparentemente sopra i nostri standard si è rivelata la scelta più conveniente (i bambini fino a 16 anni non pagano) e più comoda per visitare la città.


E poi la Torre Agbar illuminata - seppur al limite del kitsch - ha un suo perché.



Per questo viaggio abbiamo scelto Easyjet con una tariffa convenientissima.


Il viaggio dura circa un'ora e mezza, ma tra un'occhiata fuori dal finestrino e qualche passatempo che ci siamo portati da casa, anche il tempo sembra "volare".




Questa volta voglio concludere il post del nostro viaggio a Barcellona con l'immagine che per noi significa l'inizio di ogni viaggio: i nostri quattro bagagli a mano, pronti dalla sera prima davanti alla porta.


Dentro, incastrata con precisione tra gli effetti personali, c'è tutta la nostra voglia di viaggiare e l'entusiasmo di scoprire ogni volta qualcosa di nuovo, qualcosa che poi si incastonerà altrettanto perfettamente nelle nostre vite.