domenica 25 settembre 2011

Con quella faccia un po' così...

...quell'espressione un po' così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova" (P. Conte)

Noi a dire il vero ci siamo fermati solo al porto e al famoso acquario, ma questa canzone ci piace cantarla ugualmente, mentre ripensiamo alla bella giornata trascorsa in compagnia dei Cuginiamici.


Siamo partiti con calma la mattina in treno e siamo arrivati in zona Acquario verso le 11.
Giusto il tempo di dare un'occhiata in giro e di farci venire l'acquolina in bocca tra gli stand del mercatino dei sapori locali


ed era già ora di pranzare. 
Abbiamo optato per Eataly, con le sue belle vetrate affacciate sul porto e le prelibatezze dei Ristorantini




Subito dopo pranzo ci siamo diretti verso l'Acquario e abbiamo fatto conoscenza con un simpatico Charlot che aveva un sorriso e un gesto gentile per ogni passante.


Una volta entrati all'Acquario, l'attenzione dei più piccoli è stata subito attirata dai cartelloni che invitavano alla proiezione di un breve cartone animato in 3D con protagonista la tartaruga Sammy.
Era la prima volta che vedevano un film attraverso gli "occhialini magici" e ne sono rimasti a dir poco entusiasti.


Dopo il film, abbiamo incominciato la visita vera e propria alle vasche. 

Siamo rimasti impressionati dagli squali


e affascinati dai delfini, 


faticando non poco per staccare Ranaprima dalla vasca dei suoi animali preferiti in assoluto.



Abbiamo scoperto pesci vestiti di paillettes, che sembravano pronti per il veglione di San Silvestro.


Abbiamo incontrato i simpatici pinguini,


l'immancabile Nemo 


e la sua amica Dory.


Abbiamo passato una buona mezz'ora, cercando di accarezzare le razze


e siamo rimasti un po' delusi dalla "foresta" dei colibrì.


Siamo capitati in zona foche proprio all'ora della loro merenda



e siamo rimasti ipnotizzati dalla bellezza delle meduse.


All'uscita, come avevamo promesso la mattina a Maritoinformatico e CuginoNikonista, siamo tornati al Galeone "Neptune", quello utilizzato per le riprese del film "I Pirati" di Roman Polanski, per una sessione fotografica intensiva



mentre il resto dell'equipaggio si è dato un gran daffare a tenere alla larga un galeone nemico che si avvicinava minaccioso, come i nuvoloni neri all'orizzonte.





Riportata la nave in salvo e sistemati i prigionieri nella stiva, l'equipaggio ha potuto serenamente far rientro a casa per il meritato riposo.

giovedì 15 settembre 2011

C'era una volta un re...in Baviera

Ed eccoci arrivati (con un po' troppo ritardo a dire il vero) al racconto dell'ultima tappa del nostro viaggio tra Austria e Baviera.

Visitando i Castelli della Baviera sicuramente non ci si può vantare di fare turismo di nicchia, ma altrettanto sicuramente si può dire di aver visitato qualcosa di unico e sorprendente, che in qualche modo giustifica la presenza di così tanti turisti.

Tutto ruota attorno alla figura di Re Ludwig II, singolare e originale re bavarese (cugino per altro della principessa Sissi) che durante il suo regno, dal 1864 al 1886, al potere politico preferì l'arte e la musica e si dedicò alla costruzione di castelli da favola immersi nella natura.
Alcuni suoi contemporanei lo definirono pazzo, i suoi castelli rivelano un uomo sempre più chiuso in se stesso per rifuggire una realtà che sentiva profondamente estranea, ma dotato di un animo colto e straordinariamente originale, tanto da farsi costruire per esempio, nel Castello di Linderhof, una grotta artificiale ispirata alla Grotta azzurra di Capri, dove il re si recava ad ascoltare musica lirica


e una ricostruzione fedele della capanna di Hunding, tratta dall'opera "La Valchiria" di Richard Wagner di cui fu mecenate e grande sostenitore.


Il nostro itinerario è partito da Füssen, cittadina molto graziosa e caratteristica che, suo malgrado, si riduce molto spesso ad essere solo luogo di soggiorno strategico per visitare i vicini castelli.








Abbiamo prenotato online la visita al Castello di Neuschwanstein e al vicino castello di Hohenschwangau, per evitare lunghe code all'entrata.
Siamo arrivati sul posto con un'ora di anticipo come indicato sul sito della biglietteria. Il tempo era così brutto che non riuscivamo neanche a crederci: nuvole basse, acqua a dirotto, vento che ci strappava di mano gli ombrellini. Maritoinformatico e la sua Nikon si guardavano depressi, convinti che la giornata fosse ormai definitivamente segnata. E invece...


...e invece a poco a poco, le nuvole si sono dileguate portandosi via pioggia e vento e siamo arrivati all'ingresso del castello di Hohenschwangau con un cielo così azzurro e terso da farci quasi commuovere.


Dopo la visita al castello dove Ludwig trascorreva le vacanze in giovane età, ci siamo diretti al più famoso Schloss Neuschwanstein, fatto costruire dal re a partire dal 1869.


Per salire fino al Castello occorrono 45 minuti a piedi, ma noi, complice l'atmosfera fiabesca e la scarsa propensione di Rosposecondo alle salite, non abbiamo potuto resistere al richiamo delle carrozze trainate da cavalli.



Il Castello nel suo genere è bellissimo, seppure un po' kitsch, e le sue sale sono affascinanti quanto il loro ideatore anche se purtroppo non abbiamo potuto mai scattare foto agli interni.



E vedendo il panorama che si gode da queste costruzioni da fiaba, viene da pensare che re Ludwig possa  essere definito in molti modi, ma sicuramente non matto.



D'obbligo dopo la visita, la breve passeggiata fino al MarienBrüke, da dove si ha una vista spettacolare sul castello...



...e questa evidentemente è cosa nota a molti!


Come già ho detto i Castelli della Baviera sono meta da turismo di massa, con tanto di comitive di giapponesi in perfetto costume bavarese, ma basta spostarsi di pochissimi chilometri per immergersi in un paesaggio rilassante e silenzioso,






per scoprire piccoli gioielli dell'architettura 

e fare piacevoli incontri, 


per sbagliare strada e riderne da starci male e


per rilassarsi un po' (sempre sotto il benevolo sguardo di Re Ludwig).






Nel progettare il viaggio avevamo pensato di dedicare l'ultimo giorno al relax, ma leggi di qui e studia di là, abbiamo scoperto che a meno di un'ora di strada da Füssen (e che strada!)





si trova il Castello di Linderhof, un vero e proprio rifugio per re Ludwig, immerso in uno splendido parco costellato di fontane e padiglioni, alcuni orientaleggianti, che il re aveva fatto costruire per il proprio svago.











Abbiamo avuto il piacere di visitare il palazzo e il parco in compagnia di Graziella e Maurizio, una simpatica coppia conosciuta alla biglietteria del castello e che spero avremo presto occasione di rivedere.
Ranaprima e Rosposecondo hanno preso in particolare simpatia Graziella e durante la lunga passeggiata nel parco le hanno raccontato per filo e per segno la storia del nano Tremotino, guadagnandosi così l'appellativo di "grilli parlanti".
Proprio da Maurizio e Graziella abbiamo saputo che a pochi chilometri da Linderhof si trova Oberammergau, cittadina famosa per le sue case affrescate con scene tratte dalla Passione di Cristo


e dalle fiabe classiche, come per esempio Cappuccetto Rosso


e Hansel e Gretel, e abbiamo quindi deciso di allungare un po' la strada del ritorno.



Tornati in albergo ci aspettavano, ahimè, le valigie da preparare per il ritorno, ma neanche quelle hanno potuto reprimere la "febbre del turista" che anima la sottoscritta quando è in viaggio.

"Senti, Maritinoinformatico, ma se tornando invece di andare diretti a casa, facessimo una breve deviazione verso Lindau? E' sul lago di Costanza...Pranziamo lì e poi ce ne torniamo a casa"- disse la sottoscritta sbattendo le ciglia e riproducendo con i suoi occhi verde-palude il suo migliore sguardo da cerbiatto, pur sapendo che non ce ne sarebbe stato bisogno...

Ed eccoci quindi a Lindau per una piacevolissima ultima tappa della vacanza.
Anche qui, come durante tutto il nostro viaggio, è stato un piacere vedere come la bicicletta sia il mezzo di trasporto preferito da grandi e piccini.


Con una breve passeggiata attraverso il centro storico





siamo arrivati sul lungolago dove ci hanno accolto il faro e il grande leone che domina sul porticciolo.


E sembriamo forse tipi da lasciarci sfuggire la salita in cima al faro e il panorama dall'alto?





Una breve sosta per condividere con i passerotti le nostre provviste e poi si riparte (e questa volta senza se e senza ma) per tornare a casa.


Informazioni pratiche:
- Abbiamo soggiornato alla Gasthof Angel a Hopferau, prenotata tramite booking.com e non possiamo che dirne bene. La camera era praticamente un piccolo appartamento e il personale davvero gentilissimo. Avevamo prenotato solo pernottamento e colazione, ma abbiamo finito per cenare qui quasi tutte le sere.
Hopferau è un paesino tranquillissimo immerso nel verde, pur essendo a pochi km dalla più turistica Fussen e dai Castelli.



- Per avere informazioni e suggerimenti sulla Baviera e i suoi castelli abbiamo utilizzato il sito http://www.tuttobaviera.it/ e la guida Lonely Planet "Monaco, la Baviera e la Selva Nera" oltre che i numerosi diari di viaggio presenti sul web.