giovedì 28 luglio 2011

Tutti insieme appassionatamente a...Salisburgo!

Questo viaggio tra Austria e Germania ce lo siamo coccolati tutto l'inverno, abbiamo deciso tappe e spostamenti, abbiamo studiato orari, cartine e itinerari, abbiamo visto film (beh, un solo film ma due o tre volte, eh), letto guide, diari di viaggio e brochure perchè il piacere del viaggio inizia nel momento esatto in cui si decide la meta.

La prima tappa è stata Salisburgo, una città spendida ed elegante (non per niente il suo centro storico è parte del Patrimonio Culturale Mondiale dell’UNESCO)  che  Maritoinformatico aveva visitato in gioventù durante un Inter-rail rimanendone entusiasta e che io avendo visto 20 volte "Tutti insieme appassionatamente" (appunto!) consideravo meta degna di pellegrinaggio.




Al nostro arrivo ci hanno accolto i bellissimi giardini del Castello di Mirabelle che lasciano incantati per la precisione e l'armonia con cui sono disposte le aiuole fiorite.





Per avere uno sguardo di insieme sulla città siamo saliti (con l'ascensore!) sulla terrazza panoramica del Monchsberg


e abbiamo poi passeggiato per le vie del centro, animate da molti turisti

(la Getreidegasse, famosa per i suoi negozi e le sue insegne in ferro battuto)

e da tantissimi musicisti e artisti di strada che rendono l'atmosfera ancora più suggestiva.




Il secondo giorno abbiamo ripreso la nostra visita di Salisburgo dedicandoci al suo più illustre cittadino, Wolfgang Amadeus Mozart, di cui abbiamo visitato la casa natale e quella in cui abitò dal 1773-1780 con la sua famiglia.

Per la visita alla casa natale, come per molti altri musei, erano previste delle audioguide che, come già in passato, hanno riscosso un gran successo soprattutto in Ranaprima che poi faceva un sacco di domande su quanto appena sentito, beccando in fallo la sottoscritta e Maritoinformatico che magari si erano distratti (...ma solo un attimo, eh) durante l'ascolto!


(Rosposecondo ha invece manifestato qualche perplessità in più)

Certo per sostenere i ritmi del turista ci vuole anche qualche aiutino...



Dopo la full immersion nella vita di Mozart è stata la volta del giro in battello sul fiume che si è concluso con il battello che girava su stesso a ritmo dei famosi valzer di Strauss (simpatico, ma vivamente sconsigliato a chi soffre di mal di mare!)


Una piacevole sorpresa della nostra permanenza a Salisburgo è stata la visita alla Stiegl-Brauwelt, birreria-museo dove oltre ad assaggiare dell'ottima birra, abbiamo imparato e osservato da vicino i diversi procedimenti di produzione, che hanno interessato e entusiasmato molto anche i bambini.




Ultima tappa cittadina del nostro tour, l'imponente Fortezza di Hohensalzburg, a cui siamo saliti con la funicolare, passando prima attraverso la Residenzplatz



e la Kapitelplatz, con la sua scacchiera gigante e la particolare scultura "Sphaera" di Stephan Balkenhol che rappresenta un uomo in piedi su una gigantesca sfera d'oro.




Nella fortezza oltre ad ammirare il bel panorama e ad ascoltare le spiegazioni fornite dalle ormai irrinunciabili audioguide




ci siamo divertiti a scovare le 58 "rape" disseminate qua e là, simbolo del rinsavimento giovanile di Leonhard von Keutschach, arcivescovo vissuto tra il 1495-1519 che diede alla fortezza il suo aspetto attuale. Si narra infatti che in gioventù l'arcivescovo si desse alla bella vita sperperando i soldi dello zio che per farlo tornare sulla retta via gli tirò una rapa (di cui la famiglia aveva ampie coltivazioni) sulla testa ottenendo il risultato sperato.




E dopo "La ricerca della rapa perduta" è stata la volta delle marionette, nel piccolo museo ospitato in una sala della Fortezza.


Bisogna ammettere che fare i turisti mette una gran fame, ma da queste parti il problema è presto risolto!


Il terzo giorno, salutata la città e prima di partire in direzione di Monaco, abbiamo fatto una non casuale deviazione verso il Castello di Hellbrunn, appena fuori Salisburgo.




Per una maniaca come me, infatti, non poteva mancare la visita al gazebo che in "Tutti insieme appassionatamente" è teatro della canzone "Quindicianni quasi sedici" e che dal Castello di Leopoldskron dove è stata girata la famosa scena del film è stato ora allestito nel parco del castello di Hellbrunn.


Il castello di Hellbrunn è sicuramente da collocare nella top ten del nostro viaggio, oltre che per il succitato gazebo, anche per i divertentissimi giochi d'acqua di cui è disseminato il suo parco, che ci hanno fatto ridere davvero di gusto grazie anche alla simpatia della guida che ce li ha fatti conoscere "da vicino".









Nei pressi del castello si trova anche lo zoo di Salisburgo e visto che era compreso nella utilissima Salzburg card ne abbiamo approfittato, nonostante la pioggerellina che ci ha accompagnato per buona parte della visita.





Una bella e liberatoria corsa nel parco del castello e poi via verso Monaco, la seconda tappa della nostra vacanza...(continua)



Informazioni Pratiche:

  • Siamo stati a Salisburgo 48 ore, un tempo a mio parere sufficiente a visitare la città senza però entrare in tutti i musei anche per non stancare troppo i piccoli viaggiatori che per quanto bravi e interessati sono pure sempre bambini.
  • Abbiamo alloggiato presso l'Hotel Turnerwirt prenotato tramite booking.com. L'hotel non è in centro, ma ben servito dai mezzi. La quadrupla era decisamente spaziosa rispetto agli standard e il personale gentile.



La colazione non era compresa, ma per questo siamo ben attrezzati con la nostra ormai mitica caffettiera da viaggio che ci ha accompagnato in tutti i nostri viaggi all'estero e che ci ha salvato più volte da crisi di astinenza da caffè italiano, l'unica cosa "di casa" a cui non sappiano rinunciare quando viaggiamo!


  • Grazie alla SalzburgCard abbiamo viaggiato liberamente su tutti i mezzi pubblici e abbiamo visitato tutte le principali attrazioni della città.

giovedì 21 luglio 2011

Breaking News: rapimento lampo e fuga a Parigi


A dire il vero non è stato proprio un rapimento, ma...andiamo con ordine!
In occasione del decimo anniversario di matrimonio ho ricevuto un buono, che mi consentiva di fruire di un viaggio a sorpresa della durata di un giorno per il 20 luglio (un mercoledì ovviamente, ormai noto come "il giorno libero" della sottoscritta).
Sinceramente avevo ipotizzato una gita al mare, al lago o in una città vicina e con il passare dei giorni non ci avevo neanche pensato più di tanto, complici anche la vacanza in Germania (prima o poi arriveranno anche i post) e le tremila cose che riempiono la vita di tutti i giorni.
Una settimana fa Maritoinformatico ha iniziato a mettermi in allerta..."Ricordati che il 20 abbiamo un impegno"...."Martedì sera dobbiamo andare a letto presto"...."Fidati, vedrai che ti piacerà"...e in effetti iniziavo ad avere un po' di curiosità, ma non pensavo certo di essere di fronte a una delle più belle sorprese della mia vita.
Martedì sera ho avuto gli unici indizi consentiti, relativi all'abbigliamento (dovevo aspettarmi circa 20°C e tempo nuvoloso) e alla sveglia (alle 03.30!).
Questa partenza così notturna mi ha un po' insospettito, ma è come se il mio cervello si rifiutasse di ammettere di aver sposato un folle scatenato!
Insomma per farla breve alle 5 eravamo a Orio al Serio e alle 6.30 eravamo seduti su un aereo in direzione Parigi.
Da qui in poi è stato come vivere in un'altra dimensione.
Una giornata splendida, intensa, interminabile e indimenticabile passata a passeggiare, a ripercorrere luoghi conosciuti e a scoprirne insieme di nuovi e poi parlare, ridere e scherzare, far foto e immortalare i passanti frettolosi come comparse di un film.
La sorpresa, una città magnifica e noi due, un cocktail perfetto e inebriante da cui forse non mi sono ancora del tutto ripresa.

Le tappe della nostra giornata sono state:

La Défense e i suoi grattaceli con un'atmosfera surreale






e tanta voglia di giocare a fare i matti per la strada.




Quattro passi sugli Champs-Élysées che altrimenti non ti sembra neanche di esser stata a Parigi.


Il pranzo all'Hard Rock Cafè,


quel simpatico locale in cui ci metti tre ore per raggiungere il bagno perché nel percorso ti fermi a guardare i cimeli delle star e ti dimentichi di dove stavi andando.



Poi il Musee d'Orsay e i suoi capolavori

(Maritoinformatico per fare questa foto ha rischiato l'arresto, ndr)

e un negozietto proprio lì vicino che vendeva macarons, delicata e sofisticata delizia per il palato.


Dopo il Musee d'Orsay, sotto una pioggerella dispettosa (ma poteva pure nevicare, ben altro ci sarebbe voluto per levarmi il sorriso ebete e sognante dalla faccia) ci siamo spostati a Notre Dame



e poi a far merenda al Quartiere Latino.




Come? Sono già le sei? Tra un'ora abbiamo la navetta per l'aeroporto? Ma dobbiamo vedere ancora un sacco di cose!!
Beh, in questa giornata magica c'è una soluzione a tutto.


Metropolitana fino a Montparnasse e in soli 38 secondi e 194 metri ecco tutta la città ai nostri piedi!




Grazie Maritopazzoeinformatico, non potevi farmi sorpresa più bella!